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FERRARI FILIPPO G.
Roschini
Catalogus
Sanctorum Italiae in menses duodecim distributus
Catalogus generalis Sanctorum
qui in Martyrologio Romano non sunt |
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E' stato uno dei più benemeriti cultori delle scienze
ausiliarie della storia: la topografia, la geografia, la cronologia ed
affini. In questi settori è stato un vero pioniere. Il
Lanzoni ha scritto che "il P. Filippo Ferrari, per primo, in Italia,...
tentò di compilare un catalogo di martiri italiani..." (Le Diocesi
d'Italia, Faenza, F. Lega 1927, vol. I, p. 69). Nacque in Oviglio
(Alessandria) nel 1551. Vestì
l'abito dei Servi di Maria nel vicino Convento di Alessandria. Compì il corso
degli studi a Padova, Torino, Bologna e Firenze, dove il 21 giugno 1578,
conseguì il grado di Maestro in sacra Teologia, e venne aggregato al Collegio
dei Teologi di quell'Università. Ben presto fu chiamato ad insegnare scienze
matematiche ed astronomiche nell'Università di Pavia, dove rimase per ben 48
anni, ed ove ebbe, come alunno, il celebre confratello Giovanni Battista Drusiani. Fu anche appassionato cultore della lingua
latina e greca, e, in modo tutto particolare, della geografia e della
topografia specialmente in relazione all'agiografia. Venne eletto socio
dell'Accademia degli Affidati. Contemporaneamente allo studio e
all'insegnamento, fu più volte Definitore Generale della sua Provincia
Genovese (1583, 1594, 1602) e per ben due volte (nel 1588 e nel 1600) fu
anche Provinciale della medesima. Nel Capitolo Generale di Roma del 4 luglio
venne eletto Generale dell'Ordine. Terminato, nel
1610, il quinquennio di generalato, P. Ferrari fece ritorno ai suoi studi
prediletti e alla cattedra dell'Università di Pavia (nella quale, interinalmente, era stato
sostituito dal P. Possidonio Casulani da Lodi); ma
nel 1624, fu nominato Vicario Generale Apostolico dell'Ordine fino al
Capitolo Generale che avrebbe dovuto essere celebrato l'anno seguente. Morì a
Milano il 3 settembre 1626. L'attività letteraria e il valore
scientifico di essa ha dell'eccezionale. Diede alle stampe le seguenti opere:
1) Epithome geographicum
in quattuor libros divisum... (Pavia, A. Viani,
1605): è il primo abbozzo della celebre opera che stava già sotto stampa
quando l'incolse la morte, opera che vide la luce col titolo: Lexicon geographicum,
in quo universi orbis oppida,
urbes, regiones, provinciae et regna, emporia, academiae, metropoles, fontes, flumina et maria, antiquis recentioribusque nominibus
appellata, suisque distantiis
descripta recensentur...
(Milano, G. G. Como, 1627; ebbe in seguito dieci edizioni, fino a che non
venne incorporata nelle enciclopedie e dizionari geografici); 2) Nova topographia in Martyrologium romanum... (Venezia, B. Giunta, G. B. Ciotto e soci,
1609); 3) Catalogus Sanctorum Italiae in menses duodecim distributus (Milano,
G. Bordoni, 1613); 4) Historico-poeticus
nomenclator omnium orbis regnorum,
provinciarum, urbium, montium, marium, fluvium et oppidorum (Pavia, F.
Somaschi, 1628); 5) Topographia
poetica... (Pavia, G. Ardizzani, 1618, 1627);
6) Novissimae additiones
vocabularum et censurae
in Dictionarium Calepini. Circa loca geographica (Venezia, G. Gueriglio,
1618, 1621 o 1622?); 7) Vocabolario volgare et latino (Venezia, G. Gueriglio, 1625; ha avuto sei edizioni); 8) Decreta ad
retinendam disciplinam regularum (Reggio, F. Bartoli,
1624); 9) De anulo prombo
Deiparae Virginis (Roma,
A. Phaei, 1622); 10) Catalogus
generalis Sanctorum qui in Martyrologio
Romano non sunt... in duodecim
menses instar martyrologii
distributus, suis ubique notis appositis... Urbano Papae VIII dicatus (Venezia, G.
Gueriglio, 1625). Quest'opera è stata citata spesso da Benedetto
XIV nell'opera De Canonizatione Sanctorum, e
i Bollandisti se ne sono valsi nell'opera Acta Sanctorum. Lasciò inoltre, inediti, gli scritti
seguenti: 1) De peregrinatione D.N.I. Christi et D. Pauli; 2) Europa nova, in quo provinciae omnes illius describuntur; 3) Kalendarium triplex, historicum,
ecclesiasticum, astronomicum;
4) Registrum Generalis
Philippi Ferrarii ab
anno 1604 ad a. 1609 (Archiv. Gen. O.S.M., sez. 7);
5) Registro delle Lettere del Generale Filippo Ferrari dall'anno 1604
fino all'anno 1609 (Arch. Gen. O.S.M., sez. 7); 6) Registrum
Vicarii Generalis
apostolici Philippi Ferrarii
ab a. 1624 usque ad 1625 (Arch. Gen. O.S.M.,
sez. 7). Data la fama di
religioso dottissimo ed osservantissimo, fin da
quando era in vita, vennero dedicate al Ferrari due lapidi: una nel Convento
di Pavia (nel 1607) e l'altra, parte latina e parte greca, nel Convento di S.
Stefano di Alessandria (nel 1609). Dopo la morte, gli fu posta una lapide in
Chiesa, a Milano, sul sepolcro. La sua immagine venne posta tra quelle degli
uomini illustri nella celebre Biblioteca Ambrosiana di Milano. BIBL.: Bollando Giov., Acta Sanctorum, Pref.
al T. I, paragr. IX; L.G. Cerracchini,
Fatsi Teologali, Firenze 1738, p. 302; Annales
O.S.M., vol. II, p. 257, 320, 344, 346, 350, 353, 366, 370, 557, 560,
564, 566, 574; A. Vicentini, Il P.M. Filippo Ferrari O.S.M.,
Alessandrino, Casale Monferrato, Cassone, 1926; P. Branchesi,
Bibliografìa dell'Ordine dei Servi, vol. III,
Bologna 1973, p. 89-97. |